Digestione - Osteopatia&Auricoloterapia

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Digestione

Come avvengono i processi di digestione e assorbimento.

Con la masticazione gli alimenti sono arricchiti di enzimi digestivi (es. ptialina).
Gli alimenti masticati (chilo) passano nello stomaco dove permangono per 3 o più ore. In tale sede inizia la digestione delle proteine. I processi digestivi che avvengono nello stomaco possono essere così schematizzati:
la vista, l'odore e la masticazione del cibo, stimolano la secrezione dei succhi gastrici,
gli acidi gastrici attaccano le proteine mentre gli enzimi digeriscono i carboidrati,
le sostanze digerite (bolo) passano nell'intestino tenue (duodeno) attraverso il piloro,
evacuati gli alimenti, l'acidità a livello pilorico blocca i succhi gastrici,
l'arrivo di sostanze a secrezione acida nel duodeno provoca la liberazione di secretina, inibitrice anch'essa delle secrezioni gastriche.
Nel duodeno confluiscono la bile e il succo pancreatico che attaccano proteine, grassi e carboidrati.
Dopo qualche tempo il bolo passa nel segmento digiuno dell'intestino tenue dove permane per circa 60 minuti. Qui avvengono gran parte dell'assorbimento delle sostanze nutritive. Siccome i tempi di permanenza sono brevi saranno digeriti ed assorbiti completamente solo le sostanze già parzialmente demolite e facilmente attaccabili dagli enzimi.
In seguito il bolo passa nell'intestino crasso, dove avvengono fermentazioni microbiche e vengono assorbiti: acqua, proteine e gli eventuali medicinali utilizzati.
Il bolo, che ormai è diventato solido viene quindi espulso sotto forma di feci.




Va precisato che alcuni cibi, inadatti o presenti in quantità esagerate (es. semi di leguminose quali, fagioli, soia, ecc. e tessuti cartilaginosi), possono favorire l'aumento delle putrefazioni intestinali. Altri alimenti, invece, sono in grado di facilitare il compito della flora batterica utile (bifidobatteri, lattobacilli, ecc.), ottimizzando i processi fermentativi, a scapito dei batteri nocivi (clostridi, salmonelle, coli, ecc.).

Pertanto con una scelta oculata dei nostri alimento potremo regolarizzare le funzioni digestive e ridurre le tossine (scatolo, indolo, cresolo..) derivanti dalle fermentazioni intestinali. Questo contribuirà anche a ridurre, in parte, il cattivo odore delle feci.

LA DISBIOSI INTESTINALE

L'intestino, anche se non considerato come tale, con la sua notevole area di contatto con i prodotti della digestione (circa 300 metri quadrati di superficie), rappresenta uno tra i più importanti organi del corpo, svolge infatti importanti funzioni digestive, promuove l'assorbimento e collabora con reni, pelle e polmoni nei processi di eliminazione.

Gli ultimi tratti dell'intestino, il colon (o intestino crasso) e il retto, sono certamente la parte più importante perché in tale sede, grazie agli enzimi ed alla flora batterica, termina la digestione e vengono assorbite molte sostanze importanti: l'acqua, gli aminoacidi (i costituenti delle proteine) e parecchi dei prodotti medicinali eventualmente usati.
Eubiosi e Disbiosi up.jpg

Nel colon vi è una notevole flora batterica che può essere soggetta a modificazioni che la rendono molto pericolosa per la salute. Quando la flora presente è equilibrata ed utile all'organismo vi è una condizione di equilibrio che prende il nome di "eubiosi". Quando, invece, appaiono dei batteri non desiderati, l'equilibrio si altera e viene a crearsi la "disbiosi intestinale", una condizione, purtroppo, assai diffusa.

Un'alimentazione non consapevole (troppi zuccheri e proteine, errato accostamento dei cibi, poca e cattiva masticazione), pasti ingeriti con premura e l'uso di lassativi, antiacidi, antibiotici, ecc., creano un prodotto della digestione (bolo) ricco di proteine mal digerite e altre sostanze anomale, che predispongono allo sviluppo di varie sostanze tossiche e batteri della putrefazione, entrambi molto dannosi.

Attualmente i problemi all'intestino rappresentano un problema sociale, da esso dipendono infatti vari sintomi spiacevoli di cui soffrono moltissime persone, citiamo, per brevità, colite, stitichezza, gonfiore addominale, meteorismo, flatulenza, diarrea, ecc., . Questa sgradevole sintomatologia è dovute alla graduale distruzione della flora batterica intestinale normale, ovvero i miliardi di batteri utili che svolgono mansioni fondamentali per la nostra salute.

Se si considera la vasta superficie della mucosa gastro-intestinale e la sua grande capacità di assorbimento, si comprenderà come un'alterazione delle condizioni intestinali generi molte sostanze tossiche (tossine) che, dopo esser state assorbite da sangue e linfa, vengono distribuite nel corpo creando molteplici disfunzioni e malattie.

Da questa distribuzione di veleni deriva una serie di disturbi di carattere generale che, a prima vista, sembrano non avere nessuna relazione con l'intestino: mal di testa, nervosismo, ansia, depressione, alito cattivo, riniti, acne, dermatiti, eczemi, stanchezza cronica, invecchiamento della pelle, dolori articolari, artropatie croniche, ecc. Viene anche ad instaurarsi una forte caduta delle nostre difese poiché, nell'intestino, esistono dalle 100 alle 200 stazioni linfatiche (placche di Peyer) che rappresentano buona parte del nostro potenziale immunitario.

Tutto questo, purtroppo, trova riscontro nel forte aumento statistico delle patologie gravi del colon (diverticoli, polipi, rettocolite ulcerosa, tumori, ecc.), in quanto sono direttamente correlate allo stato dell'intestino.


LA MUCOSA INTESTINALE

Nell'intestino, i nutrimenti possono passare nel sangue tramite la mucosa intestinale sulla quale vi sono i villi, delle piccole e sottili protuberanze che devono essere ben irrorati di sangue vitale; solo in questa condizione si presentano turgidi ed estesi e possono raccogliere le sostanze derivate dalla digestione degli alimenti.

Si comprende facilmente come, qualora i villi non siano ben irrorati di sangue, la parete intestinale si riduca considerevolmente di superficie, e si riducano di conseguenze le sostanze nutritive che possono essere assorbite dall'organismo.

Se la mucosa intestinale è "sana", e la flora presenta un perfetto equilibrio fra le varie famiglie batteriche e i funghi simbionti, gli alimenti ingeriti, ridotti in micro-elementi nutrizionali, possono passare nel sangue attraverso un processo microbico ed enzimatico. Va notato che la mucosa può mantenersi sana solo se il bolo transitante presenta un pH corretto, che deve essere vicino al neutro o leggermente alcalino.

Quando la mucosa intestinale si altera, con la sua irritazione, il suo ispessimento o il contrario, può accadere che insieme ai nutrimenti filtrino nel sangue anche delle sostanze nocive creando i presupposto per innumerevoli disfunzioni e malattie. Va notato che questa è una malformazione degenerativa che tende a spostare l'omeostasi fisiologica verso il catabolismo, tendendo così a favorire lo sviluppo delle malattie autoimmuni.

Una mucosa alterata è anche suscettibile di irritarsi facilmente con il contatto dei prodotti digestivi, in tal caso le terminazioni nervose trasmetteranno messaggi di attrito e dolore. Se l'irritazione non viene curata per tempo si possono generare delle micro-ulcerazioni intestinali che, nel peggiori dei casi, potrebbero anche degenerare in una forma cancerogena.


LA FLORA BATTERICA

La flora batterica, che si trova incollata alla mucosa intestinale, è una vera e propria barriera microbico-enzimatica, capace di scomporre il bolo alimentare in parti sempre più piccole, fino a farle divenire micromolecole (fattori vitali composti da vitamine, sali minerali, ecc.), incluse le immunoglobuline (o IgA) del sistema immunitario.

Quando la flora si altera si modifica anche la funzionalità della mucosa, all'organismo non arrivano più le vitamine, i sali minerali e la altre sostanze nutritive, il sangue diventa tossico, e tutto il corpo viene a soffrire perché è mal nutrito e intossicato.

Quali sono le cause che possono determinare l'alterazione della flora batterica? Generalmente l'alterazione del pH dei prodotti della digestione che dovrebbe essere da 5,5 a 6, né troppo acido né troppo alcalino.


Costituzione della flora batterica

La flora batterica intestinale, è composta per il 95% di batteri che possono vivere senz'aria (anaerobi) ed il 5 % da batteri aerobi (che necessitano dell'aria per vivere).

I batteri anaerobi

Lattobacilli,
Escherichia Coli (vari tipi),
Enterococchi,
Batterioidi,
Batterio Bifido.

I batteri aerobi

Proteus,
Lieviti,
Clostridi,
Stafilococco.

I batteri intestinali possono sintetizzare le seguenti vitamine: il Batterio bifido produce la B1 , l'Escherichia Coli produce le vitamine B1, B2, B6, acido nicotinico, acido pantotenico, acido folico, vitamina B12, vitamina K, biotina.
Flora batterica e salute up.jpg

Quando flora batterica si altera e i batteri lavorano male (disordine fra i vari ceppi), vengono anche a ridursi gli enzimi e le (IgA) immunoglobuline che sono le basi del sistema immunitario. In tali condizioni i funghi proliferano a dismisura per la mancanza di batteri antagonisti. Ricordiamo che le immunoglobuline (IgA) fanno parte del sistema immunitario, presente nell'intestino con un numero da 100 alle 200 stazioni linfatiche (placche di Peyer), che rappresentano almeno il 65% del nostro potenziale immunitario.

Quando la flora intestinale non è equilibrata, gli aminoacidi derivati dalle proteine maldigerite, subiscono un processo di decarbossilazione che produce le seguenti amine tossiche:
arginina --> agmatina
cistina e cisteina --> mercaptano
istidina --> istamina
lisina --> cadaverina
ornithina --> putrescina
tirosina --> tiramina
triptofano --> indolo e scatolo

Molte di queste amine sono dei potenti veleni vasocostrittori. Va notato che l'indolo e lo scatolo (metilindolo ) sono responsabili in gran misura del particolare odore delle feci. Questo porta a comprendere perché le feci dei vegetariano non hanno odore o ne hanno uno assai leggero.

Alle amine sopradescritte vanno aggiunte le sostanze tossiche di origine fermentativa (ac. acetico, CO2, acido ossalico ecc)

Nella disbiosi si presenta alterato anche l'equilibrio tra il gruppo di batteri acidofili-bifidi e gli organismi coliformi. Se predominano i batteri coliformi la flora tende dal colon verso il tenue; se predomina il gruppo degli acidofili-bifidi (che sono conosciuti come fermentatori dell'acido lattico), la loro produzione eccessiva di acido cambia il pH intestinale (normalmente da 5,5 - 6, ovvero poco alcalino) ed i batteri coliformi non sono più in grado di funzionare correttamente.

Si è constatato che il 5,82% delle disbiosi sono caratterizzate da alterazioni dell'Escherichia Coli mentre nel restante 54,18% vi è una quasi totale assenza di lattobacilli.

Anche una dieta ricca di grassi può creare seri problemi. Innanzitutto tende a far variare il pH del colon verso una maggiore acidità o basicità, incrementa inoltre la produzione di acidi biliari che vengono convertiti dai batteri intestinali in carcinogeni e cocarcinogeni (Fecapentani e Chetosteroidi); queste sostanze possono stimolare una proliferazione cellulare in senso neoplastico.

Se la flora batterica non viene riportata nelle sue condizioni ottimali, si instaurerà una condizione cronica di malnutrizione cellulare, le tossine non verranno più eliminate e dovranno essere accumulate sia nel mesenchima (tessuto connettivo) che nel parenchima (cellule). Il sangue non potrà più trasportare le sostanze necessarie per la salute organica, e il corpo si ammalerà proponendo una di quelle innumerevoli manifestazioni che vanno sotto il nome di "malattie".

La produzione di tossine esogene

(tossine che provengono dall'esterno)

Fattori di produzione assai frequenti:

Choc organico.
Geopatie dovute a nodo di Hartmann e/o di Curry, minerali o acqua sotto la casa, ecc.
Presenza di metalli pesanti:
Mercurio (le amalgame color argento ne contengono almeno il 52%).
Alluminio (da uso delle pentole di alluminio).
Stress: l'affaticamento generale esagerato conduce facilmente a condizioni prepatologiche e invecchiamento prematuro.
Uso di cibi contenenti coloranti, conservanti, pesticidi, ormoni steroidei,
Uso di bevande gassate.
Uso indiscriminato di antiacidi, lassativi, antibiotici.
Utilizzo di corticosteroidi, estroprogestinici.
Trasfusioni di sangue: creano anticorpi a livello delle gamma globuline, e alterano il terreno biologico.
Vaccini: alterano il terreno biologico.

Altri fattori di produzione meno frequenti:

Malattie infettive acute.
Malattie organiche.
Radioterapia e chemioterapia. Metalli pesanti (piombo, argento, oro, zinco, rame, stagno).
Cosmetici: attraverso la pelle assorbiamo tutto ciò che sulla stessa viene applicato. Fare molta attenzione ai prodotti che li costituiscono ed alla serietà delle fabbriche che li propongono.
Condizioni di affaticamento causate da rumori, vibrazioni, ultrasuoni, ecc.
Variazioni climatiche.



La produzione di tossine endogene

La fonte principale di queste tossine è rappresentato dai prodotti intermedi dei diversi metabolismi, cataboliti finali, ecc. Siccome tali prodotti intermedi dipendono spesso dall'alimentazione sbagliata, abbiamo posto nei fattori di produzione anche gli errori alimentari che sono, tutti gli effetti, la causa principale della maggior parte delle tossine endogene.

Queste tossine tendono a raggrupparsi in tessuti specifici e in particolare nelle vicinanze dei vasi sanguigni, delle articolazioni, dei legamenti, dei tessuti muscolari, delle ghiandole e del cervello. Sono spesso in grado di provocare irritazioni locali, infiammazioni e reazioni allergiche.

L'accumulo di tossine di natura endogena e di altri tipi di tossine nell'organismo determina un fattore predisponendo per l'insorgere di malattie e spesso costituisce di per sé stessa in primo sintomo di una patologia incombente. Si è riscontrato che, liberando il paziente dalle tossine endogene, diminuiscono i disturbi nella maggior parte dei casi trattati.

Fattori di produzione assai frequenti dovuti all'alimentazione sbagliata:

pochi cibi biodinamici (frutta, verdure),
errato accostamento dei cibi (pane, pasta o riso con proteine),
eccesso di zuccheri (specie zucchero bianco e cioccolata),
eccesso di proteine (carne, pesce, pollame, uova, latticini),
eccesso di grassi (olio, burro, ecc.),
uso sregolato di cereali (riso, avena, orzo, grano saraceno, miglio ecc.), pochi non nutrono, troppi acidificano,
uso di cibi raffinati e/o industrializzati,
uso di latticini di mucca (latte, formaggi) che acidificano; quelli di capra e pecora sono tollerabili in modiche quantità,
uso di salumi e insaccati.

Altri fattori di produzione meno frequenti:

Frutta consumata durante i pasti.
Dessert a fine pasto.
Poca e cattiva masticazione.
Pasti ingeriti con premura.
Pensieri ed emozioni negativi (rabbia, odio, rancori, paura, ecc.).



I problemi degli intestini colon e retto

Vi sono dei problemi che durano solo per qualche tempo (acuti) ed altri che continuano ad essere presenti (cronici). Nei casi cronici il colon si presenta deformato con conseguente stitichezza cronica, gonfiori, flatulenze, ecc. In questi casi non solo l'intestino ha perso la sua forma normale, ma spesso è pieno di incrostazioni (muco) attaccate alle pareti. Leggendo i rapporti di autopsie ospedaliere si può rilevare come l'intestino presenti spesso delle incrostazioni imputridite (fino a 2/3 chili di peso) senza che il proprietario, mentre in vita, ne fosse consapevole.

Questo muco accumulato, unitamente alle sostanze tossiche prodotte dalla flora batterica alterata (ammoniaca, fenolo, indolo, cadaverina, putrescina, ecc.), avvelena il nutrimento, crea i presupposti per tantissime patologie, produce un indebolimento del sistema immunitario e una predisposizione alle gravi patologie che colpiscono il colon, tra cui:

diverticoli, polipi,
diarrea, colite,
infiammazione cronica,
sigmoidite,
stitichezza.

Le condizioni anomale del colon creano nel medesimo:

rallentato transito dei prodotti della digestione,
irritazione della mucosa intestinale,
variazione del pH del contenuto,
diminuzione dei lattobacilli,
proliferazione dei batteri della putrefazione,
presenza di tossine della putrefazione,
presenza di sostanze tossiche dovute alla fermentazione (ac. acetico, CO2, acido ossalico, ecc.),
presenza di parassiti intestinali,
presenza di muco attaccato alle pareti,
aumento della permeabilità della mucosa intestinale,
maggiore assorbimento di tossine da parte dei capillari e del sistema linfatico,
accumulo di medicinali nel connettivo della mucosa intestinale.

All'esterno del colon si vengono invece a creare:

intossicazione di sangue e linfa,
sovraccarico del fegato,
ipovitaminosi (la maggior parte delle vitamine sarà assorbita dalla flora batterica anomala).



Disbiosi e malattie up.jpg

Segue un elenco delle malattie in cui la disbiosi viene riconosciuta come causa principale o favorente.

Acne, eczemi, malattie allergiche (asma, febbre da fieno, orticaria, ecc.). Anemia.
Depressione (sempre ricercare, come concausa, l'uso di vaccini e/o amalgame dentarie).
Diarrea o stitichezza.
Disfunzione del fegato, vie biliari e pancreas.
Esaurimento nervoso associato a mal di testa, irritabilità e stanchezza eccessiva.
Infezioni da funghi, in particolare da Candida.
Ipovitaminosi.
Mal di testa, specialmente frontale.
Mancanza generale di resistenza e predisposizione a infezioni ricorrenti.
Reumatismi.



Approccio terapeutico


Anni fa vi era la sana abitudine di eseguire l'analisi delle urine, comprendendo il test dell'indacano. Questa sostanza rivela i materiali tossici accumulati, solitamente nell'intestino, che il corpo cerca di eliminare attraverso i reni e l'urina.

Il test viene fatto con le tre fasi seguenti:

Si aggiunge all'urina acido cloridrico e ferro, si ottiene così una reazione chimica che sviluppa fumo.
La miscela viene lasciata riposare per due minuti, poi si aggiungono tre gocce di cloroformio che fanno liberare una maggiore quantità di fumo, questi ha un colore variabile dall'azzurro chiaro al blu scuro.
Il risultato della reazione viene misurato con l'ausilio di una scala colorimetrica (0-2: risultato buono; 2,5 c'è qualche problema; 3-4: la situazione è critica).

Dieta salutare e purificatrice up.jpg

Questa dieta è valida per sani e malati, si può seguire tutta la vita risparmiando sulla spesa e guadagnando in salute!

Colazione:
- Appena alzati: succo di 1/2 limone in un bicchiere d'acqua tiepida.
- Colazione: mele o frutta di stagione (magari preceduta da 4/5 prugne secche messe a mollo la sera prima). In alternativa: fette biscottate con poco miele e infuso di erbe (Tiglio, Melissa, Menta, Equiseto, ecc.).

Pranzo:
- Solo il primo (pasta, riso, pizza, ecc.) con abbondante contorno di verdure (meglio se crude). Non usare molti cereali integrali perché tendono ad acidificare l'organismo.

Cena:
- Solo il secondo, alternare: uova, pollo, formaggio di capra o pecora con abbondante contorno di verdura (meglio se crude). Una volta ogni tanto lo Yogurt è tollerabile.

Suggerimenti:
- Eliminare completamente latte e formaggi di mucca (poco yogurt è tollerabile), fritture, intingoli, salumi, insaccati, pappa reale, superalcolici, cioccolata e dolciumi industriali.
Il digiuno liquido up.jpg

La purezza è il riposo dello spirito, il silenzio è il riposo dell'anima, il digiuno è il riposo del corpo (Proverbio Arabo).

La pratica del digiuno qualche anno fa era molto seguita, ma oggi, purtroppo, è praticamente dimenticata. Se si digiunasse almeno una volta alla settimana l'organismo avrebbe la possibilità di riposare e disintossicarsi.

Per fare un giorno di digiuno liquido, preparare un infuso con un litro e mezzo di acqua minerale non gasata (meglio Fiuggi, Plose, S. Bernardo) a cui aggiungere quattro cucchiai di tiglio e due di equiseto. Bollire un minuto e lasciare in infusione per 10 minuti.

Filtrare, aggiungere 4 cucchiai di miele e bere caldo lungo la giornata. Se ne prende un bicchiere per volta, non di più. In alternativa si può assumere una tazza di acqua calda con il succo di mezzo limone da addolcire con zucchero di canna.

Se durante il digiuno liquido dovessero subentrare mal di testa frontale, capogiri, debolezza o altri disturbi non pensare che si tratti di debolezza da fame. Si tratta invece delle tossine che si stanno smuovendo dall'organismo e sono arrivate nella parte finale dell'intestino, dove vengono riassorbite con i liquidi avvelenando il sangue. Per rimediare a tali inconvenienti la cosa migliore da fare è un clistere.
>Il clistere up.jpg



Il clistere è una pratica salutare molto utile, permette infatti di pulire il colon in brevissimo tempo ed eliminare tanti problemi tra cui si può trovare un'alta percentuale di mal di testa frontale.

Per farsi un clistere occorre l'apposito sacco che si acquista in farmacia, usare la cannuccia piccola, quella grande serve per fare le irrigazioni vaginali.

Nel sacco, da appendere in alto, va versato circa un litro e mezzo di acqua tiepida in cui sia stato sciolto un cucchiaio di sale fine.

Introdurre la cannuccia, ben unta con una crema, con calma e cercando l'inclinazione più adatta per un facile inserimento. È meglio compiere questa operazione stando coricati sul fianco destro con le gambe raccolte (posizione fetale) una sull'altra. Se dopo aver introdotto un po' di liquido arriva un forte stimolo che spinge a svuotarsi... provvedere a svuotarsi e riprendere da capo.


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